Perchè un'associazione di genitori nella nostra scuola

L'associazione dei Genitori della scuola dell'Infanzia ed Elementare Enrico Toti di Roma è aperta a tutti coloro che abbiano interesse e piacere nel partecipare alla vita della scuola dei nostri bambini e che credano nella ricchezza dell'interscambio tra la scuola e il territorio
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martedì 22 gennaio 2013

O mangi questa minestra....

Alla scuola Toti, come in molte altre scuole romane, si stanno raccogliendo le firme per chiedere che venga rivisto il bando per l'appalto della ristorazione nelle mense scolastiche. 
Di seguito il comunicato con cui l'Osservatorio popolare sull’alimentazione dei bambini e delle bambine spiega perchè il nuovo bando non ci piace


ASSEMBLEA W LA PAPPA COL POMODORO
Il 6 dicembre 2012 si è tenuta alla Casa del Parco presso la ex-Snia Viscosa di via Prenestina 175 a Roma la prima assemblea cittadina per contrastare il nuovo bando per la ristorazione delle mense scolastiche del Comune di Roma.
I numerosi e documentati interventi di genitori e tecnici hanno messo in risalto i molteplici aspetti critici e contraddittori del nuovo bando quinquennale che, letti nel loro insieme, configurano questo come una vera e propria truffa ai danni dei cittadini, con una ricaduta negativa sulla salute dei bambini e delle bambine – più di 140.000 - che assumono oltre il 50% del proprio fabbisogno nutrizionale nelle scuole della nostra città.
L’amministrazione capitolina fa fare un preoccupante passo indietro alle condizioni di questo importante servizio, cancellando gran parte delle conquiste ottenute negli ultimi anni e riconosciute a livello internazionale.
È un chiaro esempio di malamministrazione: aumentano i costi per i cittadini e per il bilancio comunale in cambio di un peggioramento qualitativo del servizio. In particolare denunciamo:
  •  peggiora la qualità reale del cibo attraverso l’eliminazione di alimenti biologici caratterizzanti la dieta mediterranea e largamente utilizzati quali pasta, olio d’oliva e pomodori
  •  il  “km 0”, che in realtà si allunga fino al “km 300”, è inspiegabilmente messo in alternativa al biologico e alla qualità, vanificando i possibili effetti positivi di una tale scelta
  •  si cancella il preesistente obbligo per le ditte aggiudicatarie di operare investimenti nell’edilizia scolastica, che rappresentava un significativo beneficio per la collettività
  •   si dà centralità a costosissimi controlli burocratici e logistici di dubbia efficacia solo formale
  •  si aumenta per questo il costo dei pasti mettendo in condizioni di non poter pagare un gran numero di famiglie già taglieggiate dalla crisi economica (ricordiamo che il prezzo del pasto è per più del 50% determinato da trasporto, logistica, organizzazione e burocrazia, aspetti facilmente asservibili a interessi particolari, mentre la qualità del cibo e l’educazione alimentare non sono più l’aspetto determinante le scelte del servizio di ristorazione)
  •  penalizza in particolare le scuole con le mense in autogestione con il chiaro obiettivo di sottrarre loro l’autonomia gestionale
  •  si elimina dalle scuole l’educazione alimentare, peraltro scarsamente realizzata finora, opportunità formativa indispensabile per bambini ed educatori.
Il bando per ristorazione scolastica, con i suoi 440 milioni di euro, è di importanza primaria nel bilancio comunale ma, invece di coinvolgere tutti i soggetti direttamente interessati (primi fra tutti i genitori), è stato emanato senza alcuna partecipazione dei cittadini e delle scuole ed è stato trasformato nell’ennesima occasione di speculazione.
Non possiamo restare inerti nel veder messa a rischio la salute dei nostri figli da amministratori incompetenti ed attenti solo agli interessi di potenti soggetti economici.
Per contrastare questo bando si è costituito una struttura di base, completamente autogestita, autonomo da qualsiasi forza politica: un Osservatorio popolare sull’alimentazione dei bambini e delle bambine che ha come piattaforma:
  • ritiro del bando attualmente aperto: un provvedimento di autotutela per evitare l’accusa di danno erariale a causa di un peggioramento del servizio a fronte di maggiori costi per l’Ente
  • proroga del vecchio bando
  • avvio di un percorso partecipato nel quale i cittadini concorrano con potere decisionale (e non solo consultivo) all’elaborazione di un nuovo bando con relativo capitolato tutelando la qualità dei cibi e rispettando i principi di una sana alimentazione nella stesura dei menu
  •  possibilità per gli AEC (assistenti educatori dei bambini con disabilità) di consumare il pasto in mensa, perché questo è un importante momento educativo in cui i bambini non vanno lasciati soli
Invitiamo tutte le scuole, i comitati genitori, le commissioni mensa a collegarsi con l’Osservatorio per costruire insieme le prossime iniziative che saranno:
-      una raccolta di firme su una PETIZIONE da consegnare al sindaco Alemanno
-      una MANIFESTAZIONE pubblica in Campidoglio per ribadire le nostre ragioni
-      un incontro con l’assessore De Palo
-       un’ASSEMBLEA CITTADINA da definirsi, ove discutere una proposta di lotta forte emersa nel dibattito: l’AUTORIDUZIONE DELLA RETTA da pagare al Comune per i pasti consumati dai bambini
Roma, 7 dicembre 2012
Per contatti ed informazioni:
tel. 3493997257 – 3391662813 – 3382408963 – 3406410438     mail: osservalimentare@tiscali.it

venerdì 16 dicembre 2011

Cosa bolle in pentola?


    
Lunedì i genitori che fanno parte della Commissione mensa hanno fatto uno dei consueti sopralluoghi  per verificare che quanto disposto dal Dip XI del Comune per la ditta erogatrice dei pasti fosse rispettato. Dai controlli effettuati non si sono riscontrati problemi per quanto riguarda la pulizia dei locali e la conservazione dei cibi, l’unica nota negativa è stata trovare un menù diverso da quello previsto per quel giorno: niente crema di verdure con pasta, tortino di patate, pane e frutta ma pasta burro e parmigiano, patate al forno, frittata, pane e frutta. Alle nostre richieste di delucidazioni il personale della CAMST,  molto disponibile, ha spiegato che quel giorno non era stato possibile preparare il primo piatto a base di verdure in quanto non sarebbe stato possibile rispettare il criterio di “freschezza garantita” che prevede, per alcuni ortaggi, un tempo massimo di tre giorni dal momento della raccolta al consumo. La scuola era stata chiusa per il ponte dell'8 Dicembre e le ditte fornitrici non avevano scaricato la merce, si è quindi favorito l’impiego di derrate alimentari a lunga conservazione. La decisione di fornire un menù diverso da quello stabilito è stata comunque presa dal Dip XI che è il solo ad avere la facoltà di prendere questo tipo di decisioni. Lo stesso vale anche per quanto riguarda la varietà dei cibi, dalla merenda della mattina che prevede biscotti, panino con la mortadella, cioccolata, prosciutto arrosto speziato e frutta, ai primi piatti, ai secondi di carne o pesce, ai contorni, garantendo comunque la Denominazione di Origine Protetta, l’Indicazione Geografica Protetta, cibi biologici e provenienti dal mercato equosolidale. Inoltre il personale della mensa deve fornire i pasti rispettando scrupolosamente le grammature decise dalle dietiste del Dip XI e, qualora  un bambino richiedesse una seconda porzione di un piatto, il personale della mensa non può darlo, in quanto la quantità delle porzioni è frutto di uno studio che garantisce il giusto apporto calorico giornaliero in base alle fasce d’età e che presume l’assunzione di tutte le portate.

sabato 11 dicembre 2010

BIO...MA FORSE NO

Già da qualche giorno è stata resa nota una Circolare del Dipartimento Servizi educativi e scolastici del Comune di Roma datata 1/12/2010 e firmata da direttore del Dipartimento Dr. Giovanni Williams, in cui si autorizzano le ditte fornitrici delle mense scolastiche a sostituire alcuni alimenti allo scopo di contenere i costi. Suino al posto del coniglio, prosciutto cotto al posto della bresaola, carote al posto dei pomodori pachino. Inoltre alcuni alimenti biologici sono stati sostituiti con quelli convenzionali (parmigiano, burro, riso). Insomma dopo la recente 'rimodulazione' delle tariffe della mensa anche la beffa del peggioramento del servizio. 
Questo tipo di decisioni, prese a discapito del benessere dei bambini, non può essere ignorato da noi genitori. Qualcuno ha già cominciato a chiamare il Dipartimento e a chiedere chiarimenti alla dietiste, a coinvolgere i GAS (gruppi di acquisto solidale). Voi cosa pensate si possa fare?

sabato 16 ottobre 2010

ORTI A SCUOLA


E' notizia di qualche settimana fa che Roma Capitale e la Condotta Slow Food di Roma hanno firmato un protocollo che prevede la creazione di un orto scolastico in una scuola, primaria o dell'infanzia, in ogni Municipio di Roma. L'iniziativa nasce nell'ambito del ProgettoOrti in Condotta del settore Educazione di Slow Food Italia. E' un'iniziativa che condividiamo in pieno e che ci piacerebbe un giorno veder realizzata nella nostra scuola e in quelle del quartiere. I bambini che crescono in città non sempre hanno l'occasione di vedere con i loro occhi una pianta che nasce, cresce e da i suoi frutti. Poter fare questo tipo di esperienza a scuola, con terra, semi e attrezzi vari, seguiti dalle loro maestre è certo un arricchimento. Imparare a seguire i ritmi della natura, a prendersi cura delle piantine ha un altissimo valore educativo e puo' aiutare i bambini a diventare persone capaci di rispettare l'ambiente in cui vivono, di riconoscere gli altri e il loro valore, di essere consumatori consapevoli...e forse molto altro.

mercoledì 13 ottobre 2010

CAVOLI A MERENDA


L’attenzione per ciò che mangiamo è importante. Lo è ancora di più per quello che mangiano i bambini, è per questo che i menù delle mense scolastiche sono pensati da professionisti della nutrizione e calibrati sulle esigenze dei più piccoli.

E’ vero anche che a mangiar bene si impara da piccoli e che per genitori ed educatori è davvero impegnativo contrastare la martellante e accattivante pubblicità di merendine e snack vari cui i bambini sono spesso sottoposti.

In questo senso siamo convinti che un’alleanza tra scuola e famiglia su questi temi sia fondamentale. Molti sono i progetti tenuti nelle scuole che affrontano l’argomento da diversi punti di vista e che coinvolgono insegnanti e alunni più o meno direttamente.

Un’iniziativa interessante ci sembra quella dei distributori automatici di frutta fresca, yogurt e altre salutari merende nelle scuole. Trovare disponibili a scuola, in palestra o in luoghi simili macedonia, succhi biologici o una bella mela già affettata è sicuramente un modo per incentivare e diffondere il consumo di frutta fresca e un’alimentazione più salutare. Che ne pensate?